Mio figlio non gioca mai da solo!

Non so se mio figlio fa parte del’1% di bambini a cui non piace giocare da solo, oppure se abbiamo dato vita ad una generazione di bimbi che non giocano mai da soli..help!

Il mio primo bimbo oramai cinquenne non ha mai giocato da solo, sin da piccolissimo ha sempre richiesto la presenza di un adulto come compagno di giochi, con tutta la mia buona volontà e tanti consigli che ho chiesto preoccupata ad educatrici e pedagogisti (ho letto molto sulla pedagogia steineriana) facevo molta fatica a farlo giocare da solo.

Il secondo bimbo invece è diametralmente opposto, gli piace esplorare le cose che lo circondano da solo, è molto più autonomo ne deduco sia una questione caratteriale.

Tornando al mio primogenito, non voglio che si auto intrattenga perché non mi piace giocare con lui, ma sono convinta dell’importanza per un bambino di giocare in autonomia, anche per poche ore al giorno, senza essere continuamente guidato, spronato, annoiato.

La noia che tanto non accettiamo in questa società di super stimoli è sacrosanta, è una risorsa per stimolare la fantasia, l’immaginazione e la creatività. Esorcizziamo la paura della noia con tv, videogiochi (sin da piccolissimi), palestrine dai mille suoni, colori,giochi estremamente interattivi che manderebbero in tilt persino un adulto figuriamoci un bambino piccolo.

Imparare a giocare da soli è quindi importante per una sana crescita psico-fisica dei nostri bimbi, vediamo insieme alcuni consigli che mi sono stati dati e che mettendoli in atto ho visto nel mio caso un miglioramento:

1. Mettere a disposizione una zona della casa dedicata al gioco dove il bambino può esplorare lo spazio in cui si trova, a sua misura e senza oggetti o mobili con cui possa farsi male, evitare troppi giochi e mettere in terra un tappeto dove possa giocare su qualcosa di morbido. Per quanto mi riguarda avendo una casa molto grande ho adibito il rustico in sala giochi dove i bambini possono giocare tranquilli mentre la loro cameretta è più strutturata per il riposo per cui ci sono solo peluche e una libreria di quelle a misura di bambino dove possono scegliersi un libro in autonomia; sulla organizzazione dei giochi devo ancora lavorarci, comprerò un armadio dove riporre i giochi in eccesso e fare una rotazione con quelli che già hanno ma che inevitabilmente avendoli ogni giorno sott’occhio li trovano dopo un po noiosi. Per chi ha una casa piccola va benissimo anche la cameretta con una separazione in aree: spazio relax e gioco.

2. Scegliere un gioco insieme e poi allontanarsi ogni tanto per poi tornare fino a che il bambino concentrato sull’attività che sta facendo non richiede più la nostra presenza. Nel mio caso alcune volte ha funzionato altre ho fallito miseramente, a mio figlio piacciono sia le costruzioni che gli album da colorare, mi capita spesso di comprargli dei colori che variano dai pennarelli, alle matite, dagli acquarelli ai pastelli a cera ma anche pongo, creta, origami ecc quando vedo che è molto concentrato mi allontano per pochi secondi, poi ritorno a vedere ma non intervengo mai su quello che sta facendo a meno che non sia lui a chiedermelo e prima di aiutarlo lo sprono ad avere fiducia nelle sue capacità, devo dire che se è veramente concentrato si dimentica di me almeno fino a che non ha finito di creare! Ma va bene così una cosa alla volta..

3. Invitare a casa i suoi amici, se il bambino è già più grandicello, diciamo dai tre anni in su si possono invitare altri bambini a casa, loro possono intrattenersi da soli e magari le mamme prendersi un The e fare due chiacchiere. Questo lo faccio spesso quando ci sono giornate piovose o fredde dove siamo costretti a casa invito qualche mia amica mamma e facciamo una merenda insieme, la regola però a casa mia è che dopo il gioco si aiuta a mettere in ordine tutti i giochi, è una forma di rispetto per chi ospita e un insegnamento per i bambini(come accade negli asili). Se la giornata è bella si esce, si va al parco!

4. Giocare vicini ma da soli! Ecco questa è stato uno di quei consigli che ho sfruttato di più, vuoi giocare alle costruzioni? Va bene giochiamo ma ognuno si costruisce il suo robot (mio figlio ama i robot!), in questo modo seppur vicini il bambino fa in minima parte qualcosa in autonomia.

5. Fissare una scadenza, ho imparato con mio figlio a giocare per blocchi di tempo e questo mi salva dal resto degli impegni, mamma giochi con me? Va bene giochiamo insieme ma per venti minuti, dopo mamma si alza va a preparare la cena e poi torno a giocare altri venti minuti con te mentre l’acqua deve bollire, il fatto di sapere e spiegare cosa devo fare tranquillizza mio figlio che richiede la mia presenza costante, se allo scadere dei venti minuti lui non vuole giocare da solo allora gli propongo di aiutarmi in cucina o in qualche faccenda domestica.

6. Altro consiglio che posso dare a chi, come me, ha un bambino che non ne vuole sapere di giocare da solo è quello che più di tutti mi ha colpito e devo dire che spesso ha portato soluzioni positive: stare nella stessa stanza dove il bambino si sente al sicuro perché vede la nostra presenza, lasciarlo giocare da solo nel frattempo non svolgere un’attività che possa essere percepita dal bambino come allontanamento. Mi spiego meglio, ci sono alcune attività come leggere che ci permettono di entrare in una sfera psichica dove seppur presenti siamo comunque con la testa da un’altra parte e il bambino se ne accorge e richiamerà subito la nostra attenzione, invece ci sono attività come lavorare la lana, disegnare, creare qualcosa con le mani che ci permettono di non allontanarci col pensiero, in questo modo il bambino percepirà la nostra presenza e si dedicherà ad altro.

Devo dire che questo consiglio mi ha aiutata tanto e mi ha fatto anche riflettere, se prima osavo guardare due secondi il cellulare o provavo a leggere era la fine scattava subito l’allarme rosso, se mi metto quella mezz’ora dopo pranzo o nel pomeriggio a fare altro, colorare un mandala (leggi qui il post) o scrivere a penna (mai al computer quando c’è a casa lui!) un post o compilare la mia to do list(che trovi qui) o semplicemente il menu settimanale (che trovi qui) lui gioca nel frattempo con i suoi pennarelli o qualcos’altro.

7.L’ultimo consiglio è quello che mi ripeto sempre, accetta tuo figlio per come è, avendo come tante di voi un bambino impegnativo è difficile destreggiarsi tra le sue richieste continue, un secondo bimbo che richiede anche lui le mille attenzioni, un compagno e una casa da mantenere, lo capisco sono una di voi ma è inutile confrontare atteggiamenti e comportamenti dei nostri figli con quelli di altri, ognuno ha i suoi pregi e difetti, non esistono bambini ideali ma solo bambini idealizzati nella nostra mente! Accettiamo le mille chiamate, i continui mamma dove sei? Giochiamo insieme? Sono fasi passeranno..purtroppo…

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