Educazione positiva, insegniamo ai nostri figli ad essere felici.

Quando rimasi incinta del mio primo figlio fin da subito mi sentii investita dal senso di responsabilità nei suoi confronti, mi domandavo che adulto avrei voluto diventasse e la risposta era sempre la stessa e lo è tutt’ora, non mi interessa la sua affermazione sociale, che sia architetto, ingegnere, imbianchino o pizzaiolo che importa voglio solo che sia felice.

Affermazione tanto scontata e romantica tanto difficile da attuare, eh si, perché viviamo nell’epoca dell’importanza dello status sociale, se non sei visibile, se non ti mostri o non ostenti ciò che hai non sei nessuno, totale perdita dei valori, invece io e tante altre famiglie nei valori ci crediamo ancora.

Felicità non inteso come obiettivo: possedere cose, persone o comprare giochi palliativi come non ci fosse un domani ma come strumento per fare diventare i nostri figli degli adulti contenti della loro infanzia, grati di quello che hanno e fiduciosi negli altri; capaci di gestire conflitti e dolori che inevitabilmente la vita gli riserverà come un’opportunità di crescita personale invece che fallimento.

Come possiamo noi genitori impartire un’educazione positiva?

Alcuni genitori confondono l’educazione positiva con un atteggiamento permissivo sorretto anche dalle costanti critiche che vengono fornite dalla vecchia generazione, le nostre mamme, nonne, insegnanti ecc. L’educazione positiva non significa assenza di regole ma mostrare un approccio positivo e costruttivo piuttosto che punitivo, essere autorevoli anziché autoritari,comunicare con gentilezza senza ricorrere a nessun tipo di violenza ne fisica ne verbale. Adottare l’educazione positiva significa risolvere i conflitti e rinsaldare il legame figlio – genitori.

I bambini imparano per imitazione, qualsiasi cosa facciamo dentro casa avrà eco fuori, se diamo una sculacciata il bambino costruirà una credenza limitante mediante associazione mentale (sbagli ti picchio) che attuerà subito coi bambini più piccoli o con i suoi giocattoli e da adulto con i propri figli.

Educazione positiva significa rispettare i diritti dei bambini, far diventare i futuri adulti responsabili ed empatici verso il prossimo e nei confronti della società.

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sottolinea come sia fondamentale l’identità del bambino in quanto persona unica, irripetibile e quanto sia importante il loro sviluppo psico-fisico.

Vediamo 9 punti che per me sono fondamentali e su cui costantemente lavoro (delle volte anche facendo fatica non lo nego sono umana!) per educare i miei bimbi alla felicità con un approccio positivo:

1. Accogliere le emozioni del bambino. Purtroppo viviamo in una società in cui è vietato mostrarsi deboli, fragili sopratutto per i bambini maschi mostrare un atteggiamento delicato, sensibile è visto come un difetto da correggere piuttosto che un pregio da coltivare. Un bambino soffocato dalle emozioni represse sarà un adulto aggressivo (vedi casi di femminicidio). Cosa possiamo fare noi genitori? insegnargli ad accogliere tutte le emozioni, dalla gioia, alla tristezza, dalla gelosia alla rabbia, nessuna emozione è di per se negativa!

2. Contatto fisico. Abbracciate i vostri bambini, riempiteli di baci, coccole, carezze da adulti faranno lo stesso perché avranno immagazzinato ed interiorizzato tale comportamento.

3. Stabilire delle regole ma gentili, invece di dire “sbrigati o non ti faccio guardare la tv” potete dirgli “facciamo un gioco: vediamo chi dei due vince a prepararsi prima!” oppure “ se ti prepari velocemente abbiamo il tempo di vedere un cartone insieme!” il bambino sarà molto più collaborativo.

4. Essere più indulgenti con noi stessi. Spesso noi genitori (e io ne so qualcosa) navighiamo tra urla (prima)e sensi di colpa (dopo) se capita di arrabbiarci parecchio con i nostri figli (siamo umani ricordiamocelo) dopo chiediamogli scusa e spieghiamo loro perché ci siamo arrabbiati è il miglior modo per imparare il perdono.

5. Gestire lo stress. Viviamo in una società tremendamente stressante, il problema è che i bambini non hanno il senso del tempo (per fortuna) vivono in un eterno presente e noi genitori diventiamo matti, ci arrabbiamo, incominciamo ad urlare e tutto ciò non porta a nulla. Come fare a gestire situazioni di stress? Innanzitutto avere ben chiaro che un bambino piccolo non lo fa apposta a farci fare ritardo al lavoro, non è capace di organizzare la sua giornata in base ad impegni e orari, ripeto vive in un costante presente per cui se facciamo tardi la mattina è bene anticipare la sveglia e permettere a tutti di fare colazione insieme e prepararsi per tempo.

6. Fiducia. Diamo fiducia ai nostri bimbi, un ambiente familiare sereno formerà un adulto sereno, la serenità del nucleo familiare (e anche scolastico) prendono il sopravvento anche in situazioni per il bambino “problematiche”. I bambini devono sentirti accolti, devono poter esprimere se stessi in tutti gli ambiti.

7. Ambiente ricco di stimoli. Quando parlo di stimoli non mi riferisco ad un bombardamento di luci, suoni e rumori impartiti fin da piccolissimi per poi sfociare in mille attività da adolescenti mi riferisco agli stimoli positivi, il contatto con la natura soprattutto per i bambini più nervosi e irrequieti è un ottimo calmante, è inutile far fare ai bambini mille corsi per poi tornare a casa stanchi e nervosi, individuiamo un corso scelto (dal bambino) in base alle caratteristiche dei nostri figli, se vediamo che nostro figlio è appassionato di pittura benissimo iscriviamolo ad un corso d’arte, una sola attività extra scolastica è più che sufficiente.

8. Autostima. Insegniamo ai nostri bimbi ad accettarsi, per come sono, per quello che sono e noi genitori smettiamola una buona volta di proiettare sui nostri figli sogni non realizzati, proiezioni di bambini idealizzati che non esistono se non nella nostra mente, permettiamo loro di essere la migliore versione di loro stessi!

9. Vivere semplice. Impariamo a togliere invece che aggiungere, eliminiamo il superfluo, troppi giochi, troppe distrazioni, troppo stress, troppo nervosismo, ritagliamoci dei momenti per stare tutti insieme, senza sottofondi di musica, tv o altro, facciamo un decluttering reale e mentale di tutte le cose che non ci rendono liberi, andiamo coi nostri bimbi a fare il campeggio piuttosto che litigarci il telecomando, regaliamo i giochi che non vengono usati e compriamo solo ciò che realmente ci serve. Educazione positiva significa anche minimalismo familiare, avere meno cose ma di qualità da vivere insieme!

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