Terzo trimestre di gravidanza

Il mio secondo bimbo è nato quattro mesi fa, mi sono presa del tempo per stare con il mio bebè e impostare una nuova routine a casa e questo è andato a discapito del blog che ho necessariamente accantonato, non so se riuscirò a scrivere con la costanza di prima ma ci tenevo comunque a non chiuderlo.

Allora ripartiamo da dove eravamo rimaste, il mio terzo trimestre di gravidanza lo chiamerei “aiutoo sto per partorire!” il settimo mese è stato caratterizzato dai preparativi quindi borsa parto mio e del bebè e pulizia della cameretta oltre che del passeggino, marsupio e fasciatoio che ho rispolverato dalla cantina; è stato un mese il settimo che è volato proprio perché dovevo preparare tutto l’occorrente.

L’ottavo mese è stato caratterizzato da una certa ansia che poi sarebbe esplosa in paura prima e terrore durante il nono mese in previsione del parto, durante il penultimo mese ero davvero affaticata, la mia pancia era enorme e il caldo di questa estate non mi aveva fatto vivere bene gli ultimi mesi di gravidanza in più l’asilo aveva chiuso e il mio primo bimbo richiedeva tutte le attenzioni di un treenne scatenato, vi potete immaginare!! panicoo.

Ogni volta che preparavo il pranzo o la cena facevo delle porzioni in più da poterle congelare per poter sopravvivere nel post partum quando a casa tra punti e nuovo arrivato non ci sarebbe stato molto tempo (e voglia) di preparare qualcosa da mangiare (ed è stata l’idea vincente vi garantisco).

Il nono mese è stato caratterizzato da un’angoscia profonda avevo il terrore di partorire, è inutile addolcire la pillola io avevo proprio paura di entrare in sala parto incominciavano ad emergere i ricordi del parto del primo figlio, quelle quattrordici ore di travaglio che mi avevano lasciato sfiancata e poi i punti (oh mio Dio! quanti!!) insomma tutto l’ultimo mese l’ho passato in uno stato di terrore, il fatto di sapere cosa mi aspettasse non mi tranquillizzava anzi il contrario avrei fatto volentieri a cambio con qualcun’altra!
Contavo i giorni come un’ossessione, alternavo momenti in cui ogni minima contrazione preparatoria era una tragedia ad altri momenti in cui mi dicevo”basta facciamola finita che capiti ORA!“, come avrete capito non proprio uno spirito molto positivo e ad oggi mi dispiace pure essermela vissuta emotivamente così male, però al momento non avevo voglia di sopportare tutto quel dolore.
Inoltre l’ospedale dove avevo già partorito l’unico che c’è in città non fornisce l’epidurale per cui già col primo questa cosa mi aveva messo parecchio ansia, probabilmente non l’avrei nemmeno chiesta però sapere che hai a portata di mano un’ancora di salvezza sicuramente aiuta, io non avevo nemmeno questa.
Il mio secondo bimbo è nato, come il fratello, con una settimana di anticipo il 12 novembre 2017 però questa esperienza merita un post a parte!! quindi a presto….

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