Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari

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Ci sono libri di fiabe e filastrocche con le quali sono cresciuta e che hanno accompagnato la mia infanzia, mi ricordo mia mamma che ogni sera prima di addormentare me e mio fratello, ci raccontava una favola o recitava filastrocche di autori italiani che adoravo letteralmente e il cui amore voglio tramandare a mio figlio.

Tra le letture che amavo di più, ma devo ammettere che era anche molto brava la mia mamma nel raccontarle, ci sono le Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari, un libro per l’infanzia che a mio avviso non può mancare nella libreria dei bambini e che è considerato a pieno titolo un capolavoro della letteratura per ragazzi.

Io ho una vecchia edizione Einaudi del 1972 oramai rovinata dal passare degli anni ma che conservo gelosamente.

Potrei versare fiumi di inchiostro sulla bellezza delle filastrocche di Gianni Rodari ma lascio che sia lui a parlare del suo libro: «Non ho mai chiamato “poesie” le cose che ho fatto in versi, ma “filastrocche” o al più “poesie per ridere”. “poesie per sbaglio”. E infatti non credo siano poesie: sono giocattoli, o comunicazioni in musica, o versi per prendere in giro le vecchie poesie che ci fanno studiare a scuola. Hanno la rima, perché ai bambini piace il gioco della ripetizione, della scoperta sonora. A qualcuno sembrano perfino “difficili” per i bambini. Questo succede perché non credo si debba ricorrere a una lingua bamboleggiante per parlare con loro: basta la lingua di tutti i giorni, quella che ascoltano dal televisore. Molte filastrocche sono fatte per essere lette dai genitori ai bambini. Qualche altra per essere letta dai bambini ai genitori(…)».

L’immaginazione è la parola chiave delle filastrocche di Rodari, dove tutto può capovolgersi così è il lupo ad essere vittima di Cappuccetto Rosso e non il contrario, oppure Biancaneve che così dolce non è bastonando sulla testa i nani della foresta o la Bella addormentata che non si vuole addormentare! Un mondo magico il suo che, come dice il titolo apparentemente ingenuo, non sta ne in cielo ne in terra. Il titolo in realtà ci parla anche di filastrocche che hanno come protagonista il cielo (quindi la luna, gli astri, le stelle, la stazione spaziale, i pianeti), ma anche della terra (le stazioni,le gallerie, i lavoratori, le città, la povertà, l’ingiustizia, la scuola dei grandi e tante altre).

Spiccare il volo ma tornare con i piedi per terra, accostarsi alla filastrocca usando l’immaginazione per poi rielaborare la realtà.

“C’era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov’è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Qualche volta le favole
succedono all’incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,
il Principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola”.

(Le favole al rovescio da ” Filastrocche in cielo e in terra” – Gianni Rodari )

S’io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basti per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza farla pagare”.

(Speranza da ” Filastrocche per tutto l’anno” – Gianni Rodari )

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