Istinto materno: come si fa la mamma? NO alle regole

Mi trovo spesso a chiedermi se esista ancora l’istinto materno la risposta che mi do è che è soffocato dai tanti manuali e corsi su come si fa la mamma. Da quando una donna scopre di essere incinta si susseguono consigli e regole per come prepararsi al giorno del parto, come vestirsi per il travaglio, che cosa mettere nella valigia, come lavare e preparare la borsa bebè creando un vortice di ansia da prestazione del tutto inutile! Una donna sa perfettamente come deve partorire e come gestire il proprio figlio solo che non se lo ricorda più e allora si affida a parenti, amici e medici che al di là, questi ultimi, di un discorso puramente medico non dovrebbero essere interpellati. Non me ne vogliano i pediatri uomini, ma che che ne sapete di allattamento materno?!

L’eccessiva ospedalizzazione ha fatto si che una cosa tanto naturale come il parto in casa venga visto o come un ritornare ai vecchi tempi o come una moda new age, in realtà molti parti si bloccano non appena la partoriente entra in un ospedale, le doglie si attenuano e spesso si finisce con punture di ossitocina o cesarei di urgenza. Questo perché il nostro istinto materno vuole proteggere il cucciolo che abbiamo in grembo proprio come in natura fanno i mammiferi di altre specie, se una gatta viene disturbata mentre sta in travaglio il suo istinto di protezione le fa immediatamente bloccare il parto e le da il tempo di trovare un nascondiglio più sicuro.

Spesso la paura di non saper gestire un neonato e le sue fasi normalissime come scatti di crescita, svezzamento, sviluppo del linguaggio, sviluppo motorio, spannolinamento ecc fa si che i genitori impauriti deleghino le proprie responsabilità su altri soggetti quindi asilo, pediatra, nonni, baby sitter, televisione e quant’altro.

Il problema maggiore si crea quando la nostra educazione da adulti, il nostro modo di divenire genitori basandosi su regole dettate da altri si scontra con il puro istinto primordiale di un bambino che non ha letto il libro che insegna su come fare la nanna dormendo nel proprio lettino piuttosto che imparare a gestire la rabbia… e i genitori vanno in crisi: perché non dorme? Perché piange sempre? Perché rispetto agli altri bambini mio figlio strilla, non parla, non cammina, non vuole mangiare e chi più ne ha ne metta. Il punto è che ogni bambino è diverso dall’altro è inutile oltre che nocivo tentare di renderli tutti uguali, standardizzati e mai fare paragoni!.

Partendo da presupposto che non sempre è facile gestire un bambino che è pura vitalità senza alcun filtro, quello che io cerco di fare, come mamma, tutti i giorni è di entrare in empatia con il mio bambino, cerco di provare le sue sensazioni, di guardare il mondo con i suoi occhi, di aiutarlo ad incanalare le sue emozioni perché un bimbo piccolo è come un viaggiatore in terra straniera e noi siamo le sue guide.

Riscopriamo il nostro istinto, ascoltiamoci di più, solo noi sappiamo quello è giusto o sbagliato per il nostro bambino, lasciamo fuori ogni interferenza scopriremo che siamo molto più preparate di quanto possiamo immaginare.

LEGGI ANCHE: Intervistiamo Sara: la mia esperienza con l’allattamento prolungato

LEGGI ANCHE: Riflessioni di una mamma che allatta ancora…

LEGGI ANCHE: Neomamma è facile! di Giorgia Cozza e Maria F. Agnelli

LEGGI ANCHE: Quando i social network sono davvero utili !

Istinto materno: come si fa la mamma? NO alle regole

Leave a Reply