Il linguaggio segreto dei neonati – Il linguaggio segreto dei bambini di Tracy Hogg e Melinda Blau

Ci sono dei libri che, appena usciti, diventano subito dei best seller. Questo è il caso de Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg scritto con l’aiuto di Melinda Blau e del sequel Il linguaggio segreto dei bambini entrambi editi dalla Oscar Mondadori.

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Ho comprato il primo libro, quando ero incinta, sull’onda dell’incredibile successo che ha avuto, leggevo sui forum mamme estasiate dai vari metodi e soluzioni suggerite dalla Hogg e ne ero francamente incuriosita.

Chi è Tracy Hogg? E’ un infermiera e puericultrice inglese specializzata nelle cure delle disabilità, ha fondato in California la Baby Technique, un’ Ente che offre ai neo genitori consulenze individuali e di gruppo, incontri e conferenze sul tema della genitorialità.

Il linguaggio segreto dei neonati è nato da una delle domande che, come spiega l’autrice, le vengono poste più spesso dai futuri genitori «Quali libri ci consiglia di leggere per avere dei suggerimenti utili?». Il manuale ha come obiettivo quello di risolvere i problemi più comuni che si trovano inevitabilmente ad affrontare i neo genitori senza farsi sopraffare dall’ansia « Perché il mio bimbo non dorme? Perché piange sempre? Come posso farlo addormentare nel lettino? Come posso calmare le coliche? » . Queste alcune delle domande a cui l’ostetrica sapientemente risponde con soluzioni molto pratiche, che si basano su due concetti chiave: il saper entrare in empatia col proprio figlio e adottare una routine giornaliera e serale fissa ma non rigida adattata all’età del bambino.

Il libro è di facile lettura reso ancora più leggero dal linguaggio amichevole della Hogg, è la classica tata inglese premurosa alla Mary Poppins per capirci.

Devo dire che quando ho letto il libro, che ho trovato pieno di spunti utili, ero decisissima a mettere in pratica tutti i consigli proposti da Tracy Hogg, non avevo fatto i conti con l’adorabile peste che avrei messo al mondo da lì a poco! Sono riuscita a stabilire una routine abbastanza precisa ma ho fallito miseramente nel farlo dormire nel proprio lettino e nell’avere almeno una minima parte della giornata dedicata a me stessa cosa che, per la Tata inglese, è fondamentale e per me si è rivelata un’impresa titanica, e quanto aveva ragione quando profetizzava che tenere sempre in braccio costantemente quel piccolo fagottino per farlo addormentare, avrebbe distrutto la schiena della mamma qualche mese dopo, quando avrebbe pesato dieci kg e più..ah se l’avessi ascoltata!!

Non contenta del primo libro ho comprato il secondo libro Il linguaggio segreto dei bambini in questo si parla di bambini più grandi dai due anni circa in su, anche in questo caso la Hogg sottolinea quanto sia importante una routine strutturata per la serenità dei bimbi e dei genitori. Tematiche interessanti sono togliere il pannolino, i passi verso l’indipendenza, creare ambienti che incoraggino il bambino ad esplorare e imparare, mangiare da solo, le sfide che vi pongono i bambini dai due ai tre anni, la famiglia si allarga come affrontare il cambiamento e molti altri ancora. Ho trovato questo libro molto utile e questa volta sono stata più decisa nel seguirne i dettami o semplicemente ho imparato ad essere meno ansiosa di come ero prima.

Il metodo educativo proposto da Tracy Hogg prevede momenti di cibo, gioco e sonno (Eat Activity Sleep You) e si rivela molto efficace se messo in pratica sin da subito, non a tutti piace questo tipo di strategie io personalmente ho fatto mio tutto ciò che ho ritenuto adatto per me e il mio bimbo anche se ripeto, con senno del poi, qualcosa in più era meglio avessi seguito da principio!.

Se siete incuriosite da questi due saggi vi riporto sotto i link sotto per acquistarli, un abbraccio!!!

4 Comment

  1. Ho letto anch’io questi due libri e, come te, non riesco a mettere il mio piccolo nel lettino, ma spesso dorme beatamente nel lettone.
    Per quanto Tracy Hogg abbia scritto due libri meravigliosi, credo che ogni metodo non sia letteralmente applicabile ad ogni bambino, perché ogni bambino è a sé.
    Se il mio bimbo grande dormiva tutta notte a partire dal terzo mese ed ha sempre dormito nel suo lettino, il piccolo è ad alto contatto e da quasi un anno passa la maggior parte della notte nel lettone, ciuccia un sacco ed ha bisogno del contatto con me.
    E si che noi genitori siamo uguali e cerchiamo di avere lo stesso metodo!
    Ma la cosa più bella che scrive Tracy è che i bambini sono piccole persone e pertanto vanno rispettati. Rispettarli significa anche dare loro routines e regole!

    Bellissime letture e bellissimo post! Grazie! ☺️

    1. ilcarodolce says: Reply

      Silvia grazie hai centrato in pieno il mio pensiero e condivido pienamente quanto scrive la Hogg dell’importanza di rispettare i bambini e i loro bisogni,ho cercato sin da subito di stabili una routine abbastanza precisa e dei rituali, nonostante io sia una fanatica dell’alto contatto non mi sono trovata bene con il co-sleeping per vari fattori vedevo mio figlio richiedere questo tipo di contatto e l’ho assecondato però il suo sonno (e il nostro) ne ha risentito parecchio, A breve parlerò anche della mia esperienza con l’allattamento prolungato dopo l’anno di vita del mio bimbo 🙂

  2. milvia says: Reply

    Conosco questi libri e conosco il metodo suggerito dalla Hong. Personalmente non condivido queste “istruzioni per l’uso” seppure la Hong si pone in una modalità più rispettosa, trovo questi metodi ingannevoli soprattutto per i neo genitori che rischiano di costruirsi false aspettative e concentrare la loro attenzione più sulle istruzioni che sul bambino. Giustamente ogni bambino è un individuo a se e ogni cultura ha approcci contestualizzati. Voglio ricordare che nella cultura inglese standard i bimbi trascorrono pochissimo tempo con i genitori, vengono “addestrati” ad organizzarsi autonomamente, c’erano prestissimo e vanno a dormire prestissimo. Impossibile per la nostra latitudine specialmente i primavera-estate quando le giornate sono luminose fino a tardi

    1. ilcarodolce says: Reply

      Grazie Milvia, è vero quello che dici condivido in pieno:-)

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