“Venire al mondo e dare alla luce” di Verena Schmid (recensione)

Prima di partorire, ormai due anni fa, ero paralizzata all’idea del parto tanto da avere attacchi di panico al solo pensarci. Quando venni a sapere che nell’ospedale della mia città non praticavano nemmeno l’epidurale caddi nello sconforto più totale al punto da rifiutarmi di iscrivermi al corso preparto che infatti non feci! La parte più autolesionista di me continuava a leggere storie di parto nei vari blog o forum specifici e rabbrividivo. Possibile – pensavo – una cosa tanto naturale possa essere tanto dolorosa?! Man mano che la data si avvicinava e l’ansia cresceva, decisi di comprare un libro che avevo spesso sentito citare da molte ragazze su internet e che consigliavano caldamente a chi, come me, era terrorizzata dal parto.

Comprai il libro e devo ammettere che, per quanto mi riguarda, è stato come fare un vero corso preparto! mi accompagnò nella maniera più serena e naturale alla data tanto attesa.IMG_20160425_130244

L’autrice Verena Schmid è un’ostetrica che ha vissuto il suo primo parto in maniera traumatica, il dolore a esso collegato scioccante e come scrive nel libro “assolutamente ingiustificato per una donna quasi del XXI secolo”. In realtà continua “il mio parto non aveva presentato alcuna difficoltà, né ci fu alcun tipo di intervento. Ero semplicemente stata lasciata sola in un letto anonimo, in preda alle doglie, senza sostegno né informazione. Mio figlio, appena espulso dal mio corpo, sparì immediatamente e lo rividi il giorno dopo”.

Il suo libro è uno splendido viaggio nel “percorso” della maternità, nel corpo femminile, nell’anima della partoriente e del piccolo che porta in grembo. Non solo il parto viene descritto con le sensazioni della madre ma anche con le emozioni del padre e del bambino.

La cosa che mi ha colpito di più è che spesso ci ci sofferma solo sul dolore che prova la donna al momento del parto mai su quello che prova il bambino, che è la stessa paura e la stessa sensazione di separazione che ha la madre.

Ripeto fu illuminante questo libro, capii che l’epidurale non è così semplice come sembra e il bambino ne risente sia fisicamente che emotivamente, arrivò il giorno del mio parto affrontai il dolore come la cosa più istintiva e naturale del mondo.


Devi allenarti nell’ascolto di te stessa”

Voi avete letto questo libro, che ne pensate?!

 

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